Domaine Petit-roy

Se c'è un nome che negli ultimi anni ha letteralmente stregato gli amanti della Borgogna più autentica e dinamica, quello è sicuramente il Domaine Petit-Roy. Dietro questo progetto c'è la mano e la visione di Seiichi Saito, un vignaiolo di origine giapponese che, dopo aver fatto gavetta dai più grandi mostri sacri della regione, ha deciso di mettere radici a Chorey-les-Beaune.

Ci troviamo in una delle zone più affascinanti della Côte de Beaune, dove i terreni calcareo-argillosi regalano sfumature uniche sia al Pinot Noir che allo Chardonnay. Lo stile di vinificazione qui è una splendida danza tra precisione millimetrica ed estrema naturalezza: in vigna si lavora seguendo rigorosamente i principi della biodinamica, mentre in cantina l'intervento è ridotto all'osso. Le fermentazioni sono spontanee con lieviti indigeni e Seiichi ama utilizzare i grappoli interi per i rossi, una scelta che dona una freschezza floreale e una croccantezza del frutto pazzesche. 

L'uso del legno è sapiente e mai invasivo, e la solforosa viene aggiunta solo in quantità millimetriche prima dell'imbottigliamento. Bere un vino di Petit-Roy significa riscoprire una Borgogna agile, vibrante, lontana dalle pesantezze e ricca di una finezza espressiva che ti conquista fin dal primo sorso, proprio come una chiacchierata sincera con chi quel vino lo ha pensato e coccolato.

Il domaine è stato fondato ufficialmente nel 2016 e la produzione totale si attesta su una media molto contenuta di circa 20.000 bottiglie all'anno, piccoli capolavori artigianali che vanno letteralmente a ruba tra i collezionisti di tutto il mondo.

Curiosita'

Contenuto comprimibile

Anno di fondazione

#2016

Bottiglie prodotte

#20.000

Certificazioni

#N.D.

Vini della cantina

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