Valfaccenda

Se vuoi davvero capire cosa significhi fare vino sulle colline sabbiose del Roero senza compromessi o scorciatoie, devi stappare una bottiglia di Valfaccenda. Siamo a Canale, sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, in un angolo di Piemonte selvaggio e ripido caratterizzato da rocche scoscese e terreni ricchissimi di sabbia marina pliocenica e fossili. È un terroir unico che regala all'Arneis una tridimensionalità inaspettata e al Nebbiolo una grazia speziata e minerale straordinaria. Luca Faccenda e Carolina Roggero conducono questa piccola tenuta con un approccio schietto, artigianale e viscerale, lavorando le vigne esclusivamente a mano e in regime biologico certificato per custodire la biodiversità del luogo. In cantina l'intervento umano si riduce all'essenziale per far parlare solo l'uva e l'annata: le macerazioni per l'Arneis (sì, qui il bianco fa anche contatto con le bucce!) e per il Nebbiolo avvengono in modo spontaneo con lieviti indigeni in vasche di cemento o legno neutro, senza chiarifiche né filtrazioni. L'affinamento prosegue sui lieviti in botte grande per lasciare integra la materia prima. Nel calice si scopre così un sorso profondo, elettrico e saporito, dove note di erbe aromatiche, scorza d'agrume, piccoli frutti rossi e un'impronta salina quasi gessosa si fondono in un finale lungo e di grande personalità.

La favola di Valfaccenda comincia nel 2010, quando Luca decide di recuperare le vecchie vigne di famiglia per dare voce al Roero più autentico e identitario. Con circa 4 ettari di terreno inerpicati tra i boschi di Canale, la cantina firma una tiratura annua limitatissima che spazia tra le 15.000 e le 20.000 bottiglie: una piccola gemma piemontese pensata per chi ama i vini veri, artigianali e dotati di un'anima profonda.

Curiosita'

Contenuto comprimibile

Anno di fondazione

#2010

Bottiglie prodotte

#15.000

Certificazioni

#N.D.

Vini della cantina

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